martedì 19 aprile 2016

Mascara Lancôme Hypnôse Doll Eyes

Pro: infoltisce bene e ha un bel punto di nero.

Contro: i suoi effetti allunganti non mi sono pervenuti.

Prezzo: intorno ai 30 euro.

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Anche se in passato ho utilizzato prodotti inviatimi in test da Lancôme, 
questo mascara è stato acquistato da me personalmente.

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Sono andata a ribeccarmi un mio vecchio post della serie "Wanted!" di ben cinque anni fa (questo qui) in cui parlavo dell'imminente uscita del mascara Doll Eyes di Lancôme e riponevo in esso tutte le mie speranze ciliari.

Mi meraviglio di aver poi atteso tanto per acquistare il Doll Eyes: nei fatti, ho deciso finalmente di procurarmelo solo lo scorso anno, di questi tempi. A quanto pare, ho trovato altri mascara verso cui indirizzare le mie altissime aspettative, nel frattempo :-/

Mi pare di ricordare, in effetti, di aver testato il Doll Eyes all'epoca della sua uscita, attraverso un tester in profumeria trovato miracolosamente intonso, e di essere rimasta perplessa dalle sue performance. Quando lo scorso anno Sephora mi ha inviato uno sconto ho deciso di dargli una possibilità, anche perché l'ho reperito in un delizioso cofanetto insieme ad una minitaglia di kajal (pessimo) e di Gloss in Love (ottimo).

Ho utilizzato il Doll Eyes fino alla fine dei suoi giorni, però non posso dire di esserne pienamente soddisfatta, soprattutto in considerazione del costo che ha.

Infoltisce, sì; valorizza, sicuramente; però non allunga e non incurva. Devo ammettere di essere abbastanza sconcertata da questa "mancanza". Se le bambole hanno le ciglia lunghe, folte e curve per definizione, qui per quel che riguarda due caratteristiche su tre non ci siamo proprio.

La ricerca del mascara perfetto è conclusa da tempo, come vi dicevo: ormai so che le nostre abilità applicative possono davvero fare la differenza, nella riuscita di un mascara. Tuttavia, ho conseguito risultati molto migliori con prodotti molto più economici: un nome fra tutti? Il Big Bold Curve di NYC, che costa letteralmente uno zero in meno rispetto al blasonato Lancôme Hypnôse Doll Eyes.

Che dire? La prossima volta, non mi lascerò "imbambolare". 

lunedì 18 aprile 2016

Max Factor Colour Elixir The Marilyn Monroe Collection rossetto

Immagine tratta dal sito Maxfactor-international.com
Pro: bello, intenso, confortevole.

Contro: nessuno in particolare. Certo, non è un prodotto a lunga durata, ma nemmeno promette di esserlo.

Prezzo: io l'ho pagato intorno ai 10 euro da Acqua e Sapone.

Curiosità: come vedete dalla palette di colori al di sotto della foto, le tinte disponibili, in questa Marilyn Monroe Collection, sono quattro: da sinistra, Berry Red, Sunset Red, Cabernet Red e Ruby Red.

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Anche se in passato ho recensito prodotti inviatimi in test da Max Factor, 
questo rossetto è stato acquistato personalmente da me.

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"Diamonds are a girl's best friend", cantava Marilyn Monroe nel bellissimo film "Gli uomini preferiscono le bionde". Se chiedete a me, i diamanti saranno i migliori amici di una ragazza, ma anche un bel rossetto rosso non scherza. 

E' diventato abbastanza difficile che io acquisti rossetti, di questi tempi (ho pur sempre una collezione di circa 500 esemplari da consumare nella vita), ma quando ancora indulgo nello shopping di trucco per labbra è solo ed unicamente per un rouge che sia tale di nome e di fatto. Quale gaudio, dunque, quando ho visto l'espositore della Marilyn Monroe Collection di Max Factor mentre ero alla cassa da Acqua e Sapone, con un bottiglione di candeggina gentile in braccio. Il prezzo particolarmente conveniente mi ha attratta, il colore Ruby Red mi ha conquistata.

La differenza di tonalità fra le quattro nuance proposte in questa "capsule collection", come dicono le beauty editor brave, non è tantissima, ma tale da saltare agli occhi allenati delle appassionate come me. Ho avuto un dubbio davanti al Berry Red, davvero una bella tonalità, ma alla fine mi sono detta, quale avrebbe indossato Marilyn? E allora "Ruby Red" tutta la vita :-) Tra l'altro, si tratta di una nuance che ha il giusto tono di blu per esaltare il candore dei denti, il che rende il Marilyn Red un must nella mia pochette per il trucco.

Immagine da Pinterest.com
Dell'elevato rapporto qualità/prezzo di questo prodotto, vi ho già detto in passato (recuperate la mia recensione dell'Anno Domini 2011). 

Di questa collezione, invece, posso dirvi qualcosa in più. 

Ho letto, infatti, qualche polemica in merito al claim utilizzato dalla campagna pubblicitaria all'estero ("From Norma Jeane to Marilyn Monroe", n.d.a.), in quanto lasciava quasi intendere che la Monroe avesse acquisito il proprio status di diva grazie al suo iconico rossetto rosso, magari Made by Max Factor, cosa non solo riduttiva, ma di sicuro non provabile. Quel che è certo è che Marilyn frequentava il salone di bellezza di Max Factor a cavallo degli anni '40 e '50, come tante altre superstar sue contemporanee. 

Inoltre, non è la prima volta che il brand di cosmetici ha utilizzato l'immagine della Monroe: la bellissima Marilyn era stata già scomodata nel 1999, per la Diva Collection (foto in alto).

Il fatto che ancora oggi, a più di cinquant'anni dalla sua scomparsa, il volto di Marilyn Monroe continui ad essere un'icona di bellezza attuale, un'ideale di perfezione inarrivabile eppure fortemente oggetto di imitazione, richiederebbe un approfondimento maggiore di quello che potrei darvi io in queste tre righe.  

Tuttavia, forse non c'è molto da spiegare, alla fine: il Marilyn Ruby Red è stupendo, mi piace portarlo, non si secca sulle labbra e tant'è, non mi farà diventare Marilyn Monroe, ma un po' del suo glamour lo sento anch'io, quando lo indosso. 

E poi, costa meno dei diamanti ;-)


giovedì 14 aprile 2016

L'Oréal Super Liner Black Lacquer

Pro: resiste alle lacrime e al sudore.

Contro: per qualche strana ragione, ha la tendenza a "perdere briciole".

Prezzo: intorno ai 16 euro.








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Qualcosa dentro di me mi aveva già avvertita: non lasciarti ingannare dal nome, per quanto si chiami Black Lacquer, non potrà mai eguagliare le performance del mitico Carbon Gloss.

Avevo ragione, ma mi era rimasta la curiosità. Così, dopo averlo rincorso per un po’ (ho notato che non è di facilissima reperibilità, nonostante sia un prodotto L’Oréal) ho deciso di togliermi lo sfizio.

Non saprei riassumervi questi circa tre mesi in compagnia del Super Liner Black Lacquer, poiché mi è piaciuto al contempo pochissimo e moltissimo.

Moltissimo perché dura tanto e non cola.

Pochissimo perché perde briciole a go go, pur rimanendo inalterato sugli occhi. Per spiegarvi bene il fenomeno, immaginate di tracciare una riga col pennarello e di verificare, dopo qualche minuto, che dalla superficie del tratto si staccano delle palline di consistenza vinilica. Ecco, non so se rendo l’idea. In pratica, per tutto il tempo in cui il Black Lacquer è stato con me, mi sono ritrovata spiacevolissimi puntini neri sui contorni del viso, qualche volta anche sul collo.

Ovviamente, non lo ricomprerò. Un peccato, perché il pennellino dei Super Liner L’Oréal è quello che maneggio meglio in assoluto, ma nessuna fra le altre versioni di questo eyeliner fa al caso mio.

Pazienza! Quel che è certo è che se mai dovessi imbattermi in un Carbon Gloss (in Germania, ad esempio, lo vendono ancora), non me lo farò sfuggire.

mercoledì 13 aprile 2016

Il test del Tempo

Pin - Up by Gil Elvgren


Quante volte vi ho detto che sarei tornata e poi non l’ho fatto?

Avete perso il conto?

Ecco, allora questa volta non vi dirò: rieccomi a voi. Facciamo finta di niente.

Fischiettando con nonchalance rispetto alla mia capacità di mantenere gli impegni (e i blog), vi confesso che ho meditato a lungo questo post. Gli inglesi usano l’espressione “to stand the test of time” per indicare le cose che durano, o, per dirla in maniera letterale, che resistono al test del tempo: ecco, è da mesi che volevo parlarvi dei prodotti che sono rimasti con me, anche dopo che i miei giorni di compulsione cosmetica sono terminati.   

Il “Test del Tempo” che vi sottopongo non è come quei test che girano (giravano?) sulla blogosfera fino a qualche tempo fa, in cui tutti taggavano tutti, avendo sempre cura di citare la blogger da cui era partito il “la”. Se vorrete partecipare (sempre che ci sia ancora qualcuno all’ascolto), mi farà piacere. In caso contrario, questo post rimarrà un mio esercizio di stile da blogger “anziana” e me lo riguarderò con affetto un giorno :-)

P.S. eventualmente sul blog fossero presenti le recensioni dei prodotti citati, ho inserito il link nel caso voleste avere maggiori informazioni.

Bando alle ciance! Cominciamo?

Il fondotinta che non ho mai smesso di amare
Il Lingerie de Peau di Guerlain. Mai più trovato un fondo che mi soddisfacesse tanto: pelle setosa, colorito uniforme, grandissima tenuta ed effetto “viso radioso” assicurati.

La cipria che mi accompagna giorno dopo giorno
Il Mineral Veil di Bare Minerals. Sono passati più di sette anni da quando l’ho recensito la prima volta (sic!) e ancora trovo sia la migliore polvere per il viso che i miei pori abbiano mai incontrato. Mi dà una luminosità incomparabile. Menzione speciale per la Hollywood di Neve Cosmetics, però: i suoi poteri opacizzanti rimangono insuperati, sul mio viso.

Il rossetto dei miei sogni
Yves Saint Laurent Rouge Pur Couture Glossy Stain numero 9. Lo compro e lo ricompro, e lo ricompro e lo ri-ricompro. Costa, ma l’effetto smalto-lucidalabbra che dà questo gloss non l’ho mai più trovato in nessuno dei suoi mille cloni. In più, dura tantissimo e genera sempre qualche “wow” J

La palette di ombretti passepartout
Negli ultimi anni sono diventata un’utilizzatrice alquanto sciatta di ombretti, il che non è da me, mi rendo conto, ma il bagno del mio appartamento attuale non consente grandi manovre in termini di make-up e col tempo ho cominciato a scocciarmi di dover andar recuperando pennelli e colori in giro per casa. Da quando ho acquistato la palette di ombretti Telluride di Bobbi Brown, qualcosa è cambiato. Tuttavia, è un’altra la mia preferita di tutti i tempi: la palette Gli Elegantissimi di Neve Cosmetics, per me, è superiore a qualsiasi numerazione di Naked mai lanciata da Urban Decay, semplicemente è LA palette passepartout. E costa pure meno delle sue blasonate colleghe, senza contare che ha un INCI di gran lunga superiore, è Made in Italy, è Cruelty Free e tutte le belle cose che conoscete già della mitica Neve.

La matita occhi che non mi tradisce mai
Ecco, ho fatto un torto ad Urban Decay nel punto precedente e rimedio subito: la 24/7 Glide On è per i miei occhi la migliore matita occhi sul mercato. Tratto deciso, consistenza gel, durata eccezionale. Non le trovo alcun difetto.

Il fard che mi fa sentire bella
In realtà non è un fard, ma una tinta per guance e labbra. Dai che lo sapete già come si chiama. Lo diciamo insieme? 3…2…1… Ma sì, avete indovinato! È il Benetint di Benefit J Uno dei miei primi innamoramenti cosmetici e anche uno dei più longevi: non mi è mai capitato di stufarmi di questo prodotto. L’ho acquistato anche in versione balm-in-pot e in versione stick, ma continuo a preferire quella liquida.

La terra che mi dà un colorito sano
Perché dai, mica posso dirvi “la terra che mi abbronza”… io non mi abbronzo mai!
Se proprio proprio voglio darmi un tono di beige, allora mi rivolgo a Dallas di Benefit: non è la terra che ho ricomprato più spesso (quella è la Bronzing Powder di Max Factor - ha un rapporto qualità/prezzo altissimo), ma è quella a cui sono più affezionata. Benefit fa un’altra terra solare molto carina, chiamata “Hoola”, ma Dallas per il mio colorito rimane la migliore.

Il mascara perfetto   
Se fra voi c’è qualcuna delle lettrici della prima ora, sicuramente ricorderà la mia ricerca del mascara perfetto. Finalmente posso dirvelo: il mascara perfetto… non esiste! Solo le vostre manine decideranno se un mascara è buono o meno: a meno di texture particolarmente rognose o colanti, tutti i mascara vi regaleranno uno sguardo da cerbiatta se saprete applicarli. È una constatazione che ho fatto nel corso di alcuni degli incontri make-up a cui partecipavo qualche anno fa: nelle mani delle professioniste, anche i mascara più basici davano risultati da urlo. Passati nelle mie mani… Niente.
In ogni caso, un mascara che ha aiutato anche me che ho le mitiche ciglia corte-rade-bionde c’è, ed è il They’re Real di Benefit (ancora! Ma quanto mi piace questo marchio???). Rognosissimo da struccare, ma effetto ciglia finte assicurato.

Il correttore anti-Panda
L’avevo trovato, e non lo fanno più. Da noi, poi, non l’hanno mai distribuito. Trattasi di un Maybelline Age Rewind che avevo comprato online a massimo 3 euro. Una meraviglia che mi dava uno sguardo riposatissimo… Da allora, nessun altro mi ha mai incantata così. Sigh…


Il mio excursus fra i prodotti che hanno superato il Test del Tempo è finito: per smalti, creme viso & co. il discorso è troppo lungo, magari vi tedierò un'altra volta.

Vi siete ritrovate in qualche mia osservazione? C’è qualche prodotto su cui abbiamo un’opinione completamente differente? Insomma, se non si fosse capito… Aspetto di leggere i vostri commenti J


Baci da Profu

sabato 13 giugno 2015

Lacca Elnett Liscissima

Pro: fine e profumata, contribuisce a contrastare il crespo mantenendo i capelli in ordine, ma non rigidi.

Contro: utilizzandola ogni giorno sulla mia frangia, ho notato che non viene completamente via con un colpo di spazzola, lascia sempre qualche residuo.

Prezzo: intorno ai 4 euro.

Curiosità: le lacche Elnett sono tante! Avete visto quella all'olio di Argan? Interessante...



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Premetto: era dagli anni '80/'90 che non usavo una lacca.

All'epoca si usavano prodotti abbastanza "aggressivi", non solo per tutti i CFC contenuti nelle bombolette spray, ma anche per il finish che consentivano di raggiungere: rigido. Rigidissimo. Del resto, chi di noi fanciulle dell'epoca non ha un brivido di orrore rivedendosi in foto con le creste cotonate che andavano in voga allora?

Passato il periodo "ciuffo", avevo archiviato anche la lacca, salvo poi dover ritornare all'utilizzo di questo temutissimo prodotto in occasione di un cambiamento epocale nella mia immagine: finalmente, dopo 37 anni di titubanze, ho adottato la frangia.

Ovviamente, come spesso capita quando si cambia pettinatura, il risultato ottenuto mi ha sì soddisfatta, ma è comunque ben lontano da quello che avrei voluto. I miei capelli fini, con la loro tendenza ad aprirsi al centro della testa, mi fanno dannare per ottenere una bella frangia composta: l'effetto "sipario" è sempre in agguato. Per questo motivo, mi sono subito fiondata in profumeria e ho scelto di provare alfine la tanto decantata Elnett.

Complice anche la pubblicità tanto glamour che vede protagonista la bella tra le belle, Bianca Balti, la mia scelta è stata indirizzata da anni e anni di interviste ad attrici e modelle che decantavano le virtù di questo prodotto, dotato, a loro dire, di un rapporto qualità/prezzo ineguagliato. Personalmente, nella mia lunga carriera di beauty-addicted, ho provato un buon numero di lacche e credo di poter dire che questa Elnett Liscissima è effettivamente la migliore, seguita solo dalla Dream Hair di Charles Worthington acquistata su Ebay.co.uk che aveva un profumo eccezionale, una texture finissima , ma purtroppo non è più in produzione. La recensione, se vi va di leggerla, è qui.

Quello che fino ad oggi ho sempre criticato ad ogni lacca che ho acquistato è la pesantezza intrinseca, quello spray denso e appiccicaticcio che sporcava ignominiosamente i capelli ad ogni utilizzo. La lacca dei coiffeur, invece, mi è sempre sembrata meravigliosa nella sua leggerezza, ma poco efficace nel tenere a bada le mie chiome tendenti al crespo. Con Elnett Liscissima ho finalmente trovato il giusto mezzo: bel profumo, spray leggero e buona tenuta. L'unico difetto che le trovo è che lascia residui: contrariamente a quello che promette, non viene via con un semplice colpo di spazzola. Con la frangia, però, si risolve subito poiché puó essere "lavata a parte" ;-D Dubito comunque che esista sul mercato una lacca che, pur riuscendo a mantenere le nostre chiome in un aplomb perfetto, non si lasci minimamente traccia di sé. Tra l'altro, devo anche constatare che effettivamente questo prodotto ha doti non comuni nel tenere a bada il crespo, proprio come il suo nome lascia ad intendere.

Io ho deciso: appena finisce (e manca pochissimo), la ricompro. Magari in versione Argan, che suona così bene ;-)

mercoledì 6 maggio 2015

Avon Ideal Shade fondotinta compatto cream to powder per pelli normali e miste

Pro: bella coprenza, senza effetto mascherone. Disponibile in ben dodici tonalità.

Contro: l'effetto crema-polvere su di me non si vede. Anzi, mi si lucida abbastanza presto. Devo aggiungere, inoltre, che si tratta di un acquisto di qualche tempo fa e non sono certa che sia ancora in produzione (aggiornamento del 7 maggio 2015: mi dicono che è ancora in vendita!).

Prezzo: io l'ho pagato dieci euro, ma so che il prezzo pieno è intorno ai diciotto e che si può (poteva?) trovare in offertissima anche a cinque euro.

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Di recente, dopo più di un anno di "torpore cosmetico", la mia passione per il make-up ha subito nuovamente un'impennata. Ho ripreso ad acquistare trucchi, seppure con molta moderazione, rispetto alla mia media passata, e soprattutto ho preso di nuovo ad utilizzare alcune tipologie di prodotto che avevo momentaneamente accantonato.

Il fondotinta, ad esempio.

Per un po', ho utilizzato solo ed esclusivamente creme colorate o BB Cream, al massimo spolverandole con un po' di cipria incolore per fissarle meglio. Poi sono passata alle versioni che io definisco "olio in acqua", quelle che vanno shakerate per miscelare la parte colorata con quella più sierosa (tipo "Eau de Teint" di L'Oréal, per intenderci).

Ad un certo punto, però, ho deciso di mettere mano a prodotti che avevo acquistato molto tempo fa e che erano rimasti a giacere intonsi nel mio armadio dei trucchi, e così un giorno, andando di fretta, ho afferrato il primo astuccio che ho trovato e mi sono decisa a testare questo Ideal Shade di Avon che fu frutto di un acquisto a dir poco voluttuario qualche tempo fa, di sicuro più di un anno da oggi.

Sarà che da tempo non ero più abituata alla coprenza di un fondotinta vero e proprio, ma ne sono rimasta estasiata. Ideal Shade, con la sua consistenza cremosa e la sua spugnetta basica ma efficace, mi ha dato un'incarnato serico e riposato che mi ha subito conquistata. La durata è ottima: anche se non ho constatato l'effetto "cream to powder" che il sottotitolo promette, e dunque ho necessità di opacizzarlo almeno un paio di volte nel corso della giornata, Ideal Shade rimane fermo al suo posto e non scivola, contrariamente a quello che a volte mi capita di constatare con i fondi compatti e cremosi.

Mi dispiace non sapervi dire se sia ancora in produzione (aggiornamento del 7 maggio 2015: mi dicono che è ancora in vendita!), ma qualora lo fosse, approfittatene: con dodici colori a vostra disposizione, troverete di sicuro quello che fa al caso vostro. Il mio è Ivory, una tinta molto chiara che a breve (spero) dovrò dismettere per qualcosa di più dorato. Quando la mia pelle sarà finalmente baciata dal sole, questo fondotinta mi mancherà: è stato davvero un ottimo acquisto :-) 


lunedì 20 aprile 2015

Concorso a premi L'Oréal “La tua verità sull’età”

Lo so che voi siete giovincelle, ma io domani compio 37 anni! 

Perciò, ho pensato di regalarmi la possibilità di partecipare ad un concorsino L'Oréal, per vincere il kit Revitalift Filler [HA] a lato, due prodotti (crema e siero) dall'effetto ri-volumizzante: c'ho un'età!

Se anche voi avete necessità di ri-volumizzarvi, iscrivetevi qui e lasciate il vostro commento sul tempo che passa: magari potreste essere voi a vincere!

Un abbraccio dalla vostra Profu (che continua ad amare i concorsini...)

giovedì 16 aprile 2015

Garnier Struccante Occhi Express 2 in 1 per make-up waterproof con Arginina

Pro: non unge e non secca la pelle delicata del contorno occhi. Finalmente un prodotto equilibrato! Ah, ovviamente, cosa più importante: strucca bene anche il make-up waterproof! L'effetto fortificante sulle ciglia non saprei confermarvelo, uso questo prodotto da troppo poco tempo. Però posso dirvi che è molto delicato, e di ciglia sul dischetto fino ad ora non ne ho viste. 

Contro: nessuno, per me. Costa anche poco!

Prezzo: intorno ai 3 euro.

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Una premessa. 

Cercherò di farla breve, eh, perché di recente quando comincio col mio blablabla non mi sopporto nemmeno io. Dunque, ecco la mia considerazione di partenza: ho notato che l'argomento "struccante occhi" è delicato, esattamente come la zona del viso che il prodotto in questione va a trattare. Mi spiego.

Qualche anno fa (quattro, per essere precisa), recensii uno struccante occhi bifasico Nivea col quale non mi ero trovata bene, in particolare perché mi faceva bruciava gli occhi. Una collega che mi lesse mi chiese la cortesia di terminare per me il prodotto, così, per prova, e dopo un po' di tempo venne da me dicendomi di non aver aver riscontrato nessun problema nell'utilizzo. Con questo, sempre riassumendo, voglio dirvi: adesso vi racconto la mia, ma purtroppo devo segnalarvi che con gli struccanti è un po' tutta una questione di fortuna. Per sapere se uno struccante fa o meno al caso vostro, non vi resta che provarlo.

Con Garnier, per fortuna, il tentativo richiede una spesa minima e nessuna difficoltà di acquisto, poiché questo marchio è venduto da per tutto.

Vi dirò. Sono stata quasi fedele per anni allo struccante occhi bifasico Yves Rocher, ma la pigrizia cosmetica che mi ha presa nell'ultimo periodo ha fatto sì che, trovandomene sprovvista all'improvviso, mi sono procurata la cosa più facile e a portata di mano, nonché economica, che potessi trovare presso l'Acqua e Sapone accanto casa mia. Mi dispiace Yves, ma se ti ostini a piazzare i tuoi negozi in località selezionate, io che ci posso fare?

Mi è andata bene, perché questo oggettino dal costo di circa tre euro mi ha soddisfatta assai, per consistenza (né secco né oleoso e non lascia assolutamente residui), per prezzo e per comodità di approvvigionamento. In più, agisce velocemente e a quanto pare alla lunga potrebbe anche avere effetti positivi sulla salute delle mie ciglia, poiché contiene Arginina. Un vero successo.

Questa volta non dovrò cedere il mio struccante a nessuno :-) 

  

mercoledì 15 aprile 2015

Dove eravamo?

Superato l'impasse del primo post dopo più di un anno, mi è venuta voglia di raccontarvi brevemente ("brevemente" per i miei standard logorroici, ovviamente) le cose che sono successe nel corso di questi ultimi mesi. 

Anzi no: cosa è successo non ve lo dico, per non tediarvi con i soliti blablabla sul mondo dei beauty blog in cui non mi riconosco più, sulle delusioni prese da colleghe, lettrici e imprese, etc. Alla fine, sono io stessa stanca di pensarci e di parlare di me stessa come un "c'era una volta".

Vi dico invece cosa ha prodotto tutto quello che ho poc'anzi riassunto con "blablabla", perché magari quello vi interessa di più.

Come vi anticipavo nell'ambito del post di ieri, dedicato al matitone CC Colour Correcting di Max Factor, è da mesi ormai che la mia routine cosmetica si è ridotta all'osso. Prima dedicavo al makeup almeno un quarto d'ora, al mattino, ma col tempo ho deciso che questi quindici minuti, in una casa in cui abitano due persone e c'è un bagno solo, erano troppi. Potevo decidere di svegliarmi un po' prima, ma mi sembrava eccessivo negarmi il piacere di qualche minuto in più fra le lenzuola per mettermi ad armeggiare con i pennelli, soprattutto in considerazione del fatto che non dormo più come un tempo.

Tra l'altro, mi è successo anche di vedere me stessa in una serie di foto scattate ad una festa in cui ero particolarmente in grande spolvero e mi sono trovata eccessiva: una specie di Jerry Hall de noantri con occhio bistrato e bocca super rossa e super lucida. A venticinque anni aveva forse anche un senso voler sembrare più donna, ma ora che sono donna fatta direi che il gradino successivo è "anziana e basta". Perciò adesso faccio difficilmente ricorso a trucchi teatrali e il mio make-up giornaliero mi occupa cinque-minuti-cinque di orologio. Bene così.

Oggi, ad esempio, ho su un fondotinta bifasico Alverde di cui ancora devo parlarvi, una matita kohl Max Factor, un mascara Max Factor False Lash Effect, un correttore Max Factor (accipicchia, non avevo mica notato che è quasi tutto della stessa marca :-/ con cui, tra l'altro, non collaboro più da almeno due anni, ci tengo a precisare) e il Dior Addict Lip Glow che ho applicato in ascensore. Basta.

C'è stato un periodo abbastanza lungo in cui non utilizzavo nemmeno il fondotinta, e non nego che ho ripreso a metterlo anche e soprattutto perché avevo cominciato a struccare solo gli occhi, di sera, sciacquando il viso con l'acqua, senza detergente (ebbene sì, lo confesso), e la mia pelle aveva cominciato a mostrare tutti i segni di stanchezza del caso. Usare il fondotinta mi obbliga a prendermi più cura di me stessa: acquisire questa consapevolezza è stato un po' come toccare il fondo, se mi perdonate l'esagerazione (i problemi della vita sono certo altri)!

Mi conosco abbastanza bene da dire che anche questa fase di morigeratezza cosmetica passerà e magari ritornerò a mascherarmi come Papageno per andare in ufficio, ma per ora va bene così.

Tra l'altro, sebbene sugli occhi ormai prediliga i colori "nude", sulle labbra invece utilizzo sempre più spesso il cosiddetto Rosso Moana: se non metto un burrocacao colorato, o qualcosa di simile, come oggi, le mie labbra devono essere rosse rosse, sfacciate. 

A questo, non rinuncio più :-)

martedì 14 aprile 2015

Max Factor matitone correttore CC specifico per le occhiaie

Pro: consistenza e sfumabilità. Il matitone in questione, che è il terzo da destra, ha un punto di giallo perfetto per neutralizzare il viola delle occhiaie ed è un'ottima base per il correttore vero e proprio.

Contro: la durata. Indossato alle sette e trenta, alle 14 è già andato via. 

Prezzo: 9,90 euro.

Curiosità: io ho scelto il matitone più adatto alle mie necessità (la lotta contro il mio panda interiore continua), ma la linea Colour Corrector di Max Factor comprende altre cinque "specialità", ognuna dedicata a d esigenze specifiche di correzione colore, come giustamente il nome della gamma suggerisce :-)

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Il banner qui a lato mi ricorda che questo blog è attivo da 7 anni, 3 mesi e 14 giorni (anche se in realtà non scrivevo da più di un anno!!).

Dunque, possiamo dire che vi parlo delle mie occhiaie da 7 anni, 3 mesi e 14 giorni.

Sapete che ho le mie problematiche cosmetiche, quei crucci che volente o nolente accompagnano ognuna di noi per alcuni periodi della propria vita: c'è stato il periodo delle ciglia corte, rade e bionde (che ci sono ancora, ma un tempo ne facevo proprio un dramma), quello dei capelli unti (adesso lo sono un po' meno), quello della boccuccia troppo piccola (uno dei vantaggi dell'età è che ad un certo punto ti abitui anche all'idea di non essere Julia Roberts - se anche ti piacesse, Julia Roberts). Alcune fisse passano, lasciando spazio a fisse nuove, altre invece non vanno mai via: temo, ad esempio, che anche a novant'anni, se nostro Signore Iddio mi farà la grazia di farmici arrivare, sarò qui a parlarvi delle mie occhiaie.

Se quando avevo ventotto anni poteva avere anche una sorta di allure intenso-chic avere lo sguardo da panda, ora come ora è solo segno dei miei trentasei anni, delle mie molto-più-che-trentasei ore settimanali alla scrivania e delle mie ore di sonno tormentato dai pensieri lavorativi.

Capite dunque bene che non posso esimermi, se vedo da Acqua e Sapone una sfilza di matitoni che mi pregano di essere acquistati (perché l'oggetto "matitone" mi ha sempre attratta, sia in ambito cosmetico che in cancelleria).

Eccomi dunque a dirvi come ho lentamente rimpinguato la mia routine cosmetica grazie a Max Factor.

Negli ultimi mesi, non è che non avessi nulla da dirvi, ma sono oggettivamente passata dall'utilizzo di una trentina di prodotti per "sessione cosmetica" all'uso di quelle tre o quattro referenze, sempre le stesse, fino a - udite udite! consumare le matite occhi prima di passare ad altro acquisto. Capite bene che non potevo nemmeno presentarmi su queste pagine senza beccarmi una pernacchia da voi tutte, che sicuramente siete adesso com'ero io prima e avrete semmai voi da consigliare a me qualcosa. Tuttavia, da qualche tempo mi sto di nuovo affacciando timidamente in profumeria e qualcosina la sto prendendo, a cominciare da questo matitone che (dopo tutto questo pistolotto arrivo al punto) mi ha detto e non mi ha detto.

Copre, sì. Si sfuma bene, pure. E' un'ottima base per il correttore vero e proprio (un altro Max factor, di cui poi vi dirò). Però non dura. 

Come vi anticipavo, resiste una mattinata, ma il pomeriggio è come se non avessi più nulla. O la mia pelle se lo mangia, o se lo porta via il vento, mi scivola giù sulla scrivania, non so che dire.

A questo aggiungete che, essendo il prodotto un po' grasso, dopo una decina di giorni di utilizzo, mi è anche spuntato un brufoletto fra l'occhio e il naso. Potrei anche non essere colpa del matitone, ma il sospetto ce l'ho.

Dieci euro per un matitone correttore, infine, non saranno molti, ma per me sono quasi un po' troppi: ho sempre apprezzato Max Factor per il suo rapporto qualità/prezzo e da questo marchio mi sarei aspettata, per questo genere di prodotto, almeno un euro in meno.

E voi, avete provato i matitoni CC? Magari in uno degli altri cinque colori? Attendo le vostre impressioni :-)