martedì 12 febbraio 2008

Yves Saint Laurent Touché Eclat

La mia esperienza con Yves Saint Laurent è un po' contrastata.
Dal beauty case di mia madre, quando avevo circa 6 anni, vedevo sempre spuntare uno smalto perfettamente rosso, in una confezione col tappo dorato e le tre lettere Y, S ed L sovrapposte. Lei lo usava solo sulle unghie dei piedi, ed era bellissimo, lucidissimo, il vero smalto anni '80! Ecco come ho conosciuto il grande Yves.
Raggiunta l'età dell'acquisto consapevole, ho provveduto a procurarmi la mia fetta di glamour à là Saint Laurent acquistando un mascara 'effetto ciglia finte' (vi ho mai parlato della mia perenne ricerca del mascara perfetto? Lo farò!). Il problema è che il mascara in questione era volumizzante, certo; incurvante, certo; ma mi faceva spezzare le ciglia. Non mi è mai capitato con nessun altro mascara, ed è un fenomeno talmente stra no che semplicemente non saprei spiegarvelo. E non sapevo spiegarlo nemmeno alle mie amiche, ma dovevano credermi per forza, quando mostravo loro che mi mancavano intere sezioni ciliari.
Di fronte ad un simile trauma, capirete che mi sono riavvicinata alla linea make-up Yves Saint Laurent con abbastanza timore. Tuttavia, spronata da una sequela di riferimenti ed articoli su riviste di moda di varie latitudini ("bacchetta magica" lo chiamavano), mi sono convinta a procedere all'acquisto di Touché Eclat.
Non è un vero e proprio correttore: lo chiamerei più che altro illuminatore, perchè è in grado di cancellare letteralmente la stanchezza dal viso. La confezione è stupenda: uno stilo dotato di pennellino che si carica di colore premendo alla base, bello da mostrare, pratico da utilizzare e utilissimo da portare con sè in borsetta. La consistenza è molto leggera, il colore rosato naturalissimo, io lo stendo sotto gli occhi, ai lati del naso e in generale in tutte le zone del viso che voglio far risaltare. I risultati migliori li ottengo sfumandolo benissimo sopra al fondotinta in piccole quantità, o come base sotto il fondotinta per un trucco più impegnativo. Costa sopra i 20 euro, che è un bel prezzino effettivamente, ma dura tantissimo e poi credetemi, non ne esiste uno uguale. Questa volta Yves c'ha proprio azzeccato. Un prodotto irrinunciabile.

4 commenti:

  1. Mh, mi sa che prendo nota. Tuttavia sono con la presente a comunicarLe di avere acquistato in data odierna il nuovissimo ombretto in crema di Clarins, Ombre Fondante, Colore 05. Un glicine, tipo. Poi ti racconto.
    Dikaiosyne.

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  2. Hi darling!
    Anch'io ho sentito parlare del Touche Eclat come di una "bacchetta magica".
    Sembra che redattrici beauty, attrici, star e modelle non ne possano fare senza...
    E chi sono io per non meritarmi questo pennino dorato che viene dal magico mondo "upper beauty" ( e non "bassa profumeria" come mi disse la commessa del punto vendita Modus quando le chiesi su che scaffale trovavo lo shampo Elvive Nutri Gloss)?
    Fatto sta che al Sephora di Genova (con la complicità della mia mamma, che, come la tua Profu, conosce bene i prodotti YSL, sua reminescenza degli anni Ottanta) ho acquistato l'agoniato pennello ( il n° 2 -tinta media- su consiglio della Shop Assistant Sephora).
    Sarà che non sono una modella? O un'attrice?
    Bhe, mi spiace ammetterlo (è un po spiace anche al mio portafogli), ma non ho trovato questo angolo di paradiso, sigh!
    Cioè, se l'uso che se ne fa è quello di un normale lighter, ben venga (usato, come saggiamente consiglia Profu, su zigomi, fossetta di Cupido, lati fronte, etc.), ma per coprire le occhiaie lasciate pure perdere a priori.
    Tale tesi (evviva non sono un'aliena, anche se a volte il colorito è quello!) mi è stata confermata anche da un truccatore Lancome da cui mi sono fatta truccare un paio di settimane fa.
    Anche secondo lui è preferibile usarlo come illuminatore, ma se si vuole un pò di coprenza bisogna utilizzare altro (su di me ha applicato il correttore fluido n° 4, mi pare della linea Teint Idole ma non ne sono sicurissima).
    Altrimenti, un altro make up artist a cui mi ero rivolta anni fa per il trucco del mio matrimonio (tanto per far capire il tipo di giornata...) mi aveva semplicemente messo (e consigliato) un fondotinta più scuro di quello utilizzato per il resto del viso, leggermente tendente all'arancio (leggermente!).
    Attualmente, quindi, visto che tutti i concelears che trovo tendono più al rosa pallido-beige slavato che ai colori caldi, sto usando il fondotinta Infaillible della L'Oreal n° 260 Golden Sun (che non oserei MAI mettere sul resto del viso a meno che non volessi sembrare Paris Hilton appena uscita dalla seduta di self tan spray: avete presente quel colorito arancione fintissimo che sole l'auto-abbronzante sa dare?).
    Tornando al fondotinta Infaillible, quanto sopra copre molto bene le mie occhiaie e, sfumandolo bene con la spugnetta a cuneo leggermente umida, da subito l'effetto "ho dormito 8 ore filate".
    Un'ultimo tip: non ho più acquistato il Touche Eclat per illuminare la pelle perchè ho scoperto che lo stesso effetto (con molti euro in meno) lo ottengo con la Base Trucco Perlescente della Bottega Verde (anche se BV non mi ha mai entusiasmato più di tanto, questo Base è proprio un bel prodottino!).

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  3. Questo fatto dell'arancione antiocchiaie lo consigliava Phylicia Rashad (l'atrice che interpretava Claire Robinson nel telefilm con Bill Cosby) su una rivista che ho letto diversi anni fa, ma non mi sono mai azzardata a provare perché se su una donna di colore è facile che non si noti lo stacco, su di me che sono cadaverica invece... Ma immagino sia solo un preconcetto: se ne trovo uno adatto, provo subito!!!

    P.S. che risate "bassa profumeria"!!!!! :-D

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  4. Già, carina come battutaccia... vero? Ma ora, ormai, ci rido su!
    Ma pensa... la mitica Claire Robinson! Ma quante ne sai Profu?
    Comunque io, che sono tutt'altro che "abbronzata come Obama" (o Claire) mi trovo bene con la sfumatura giallo-arancio, anche se detto così suona un pò male.
    Non mi dispiacerebbe per niente, una volta nella vita, avere un colorito bello ambrato, ma ovviaente è finito il mio periodo "abbronzatura selvaggia": meglio tenerla ben da conto la nostra pellaccia candida!

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